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La costruzione della Via Sacra del Sacro
Monte sopra Varese, dedicata alla preghiera
del Rosario, ha inizio il 22 novembre 1604 con la realizzazione da parte
degli uomini di Malnate della spianata sulla quale sarebbe sorta la
chiesa dedicata all'Immacolata Concezione.
La solenne posa della prima pietra si svolse il 25 marzo 1605, giorno
della solennità dell'Annunciazione del Signore.
Le vicende che portarono alla sua realizzazione, tuttavia, affondano
le radici nella millenaria devozione verso il santuario dedicato alla
Madonna esistente sulla cima del monte sopra Varese almeno dal X secolo,
già meta di numerosi e continui pellegrinaggi. L'ispirazione
realizzatrice va ricercata nella spiritualità, nella lungimiranza
e anche nel senso pratico di due ordini religiosi: le Romite Ambrosiane
dell'Ordine di Sant'Ambrogio ad Nemus, presenti da più di cinque
secoli su questo monte e organizzate in monastero, riconosciuto da papa
Sisto IV il 10 novembre 1474, e i Frati Cappuccini, già a Varese
dalla metà del XVI secolo, che legheranno la loro opera alla
fondazione, costruzione e cura del Sacro Monte fino alla metà
del XVIII secolo.
Sul finire del XVI secolo le Romite Ambrosiane avevano realizzato un
Sacro Monte-Calvario nel perimetro claustrale, ma l'incontro, all'inizio
del XVII secolo, tra suor Maria Tecla Cid e Padre Giovanbattista Aguggiari
da Monza fu provvidenziale e segnò una radicale trasformazione
che investì tutto il monte: le suore - che dal 1505 avevano la
cura diretta della basilica - desideravano agevolare e incrementare
i pellegrinaggi sul monte ancora aspro e selvaggio attraverso la costruzione
di una strada più comoda che offrisse la possibilità ai
pellegrini di sostare in contemplazione presso una cappella posta a
metà della salita.
Padre Aguggiari, interprete delle tematiche e della pietà popolare
tipiche dei Cappuccini, e che per vicende personali di salute desiderava
realizzare in concreto un segno della sua devozione alla Madonna del
Monte, estese il progetto fino a concepire una lunga via sacra di pellegrinaggio
orante e contemplativo ritmata da quattordici cappelle ispirate ai misteri
del Rosario; il quindicesimo e ultimo mistero è celebrato nel
santuario.
Con l'assenso delle autorità spagnole che governavano Milano
e dell'arcivescovo Federico Borromeo e con l'istituzione di una Fabbriceria,
Padre Aguggiari iniziò subito la promozione dell'idea del Sacro
Monte attraverso un lungo itinerario che lo portò in numerose
parrocchie, dentro e fuori la diocesi di Milano, al fine di raccogliere
rapidamente i soldi necessari e il sostegno delle comunità e
dei loro parroci (il primato dell'adesione all'ambizioso progetto spetta
alla comunità di Malnate e al suo parroco Beniamino Giglio).
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Il progetto urbanistico-architettonico fu
affidato a Giuseppe Bernascone, architetto varesino.
Sulle pendici del monte sopra Varese venne così realizzato a partire
dal 1604 il primo e più grande monumento al Rosario (preghiera
mariana collettiva la cui pratica crebbe dopo le vicende legate alla sconfitta
dei turchi a Lepanto nel 1571).
Il genio del Bernascone seppe mirabilmente fondere architettura, pittura,
scultura e parola, dando vita a spazi sacri fortemente simbolici collocati
in un contesto paesaggistico di mirabile pregio.
A questa "miracolosa fabbrica" contribuirono maestri di chiara
fama come il Morazzone, nonchè scultori e maestranze che operarono
anche in altri Sacri Monti prealpini.
L'itinerario si apre con l'arco dedicato a Maria e la prima fontana. Al
termine dei cinque misteri gaudiosi è posto il secondo arco dedicato
a San Carlo e la seconda fontana che introducono ai cinque misteri dolorosi.
Il terzo arco dedicato a Sant'Ambrogio e la terza fontana segnano l'inizio
dei cinque misteri gloriosi che si concludono in santuario.
Entro i primi venticinque anni tutta la struttura del complesso monumentale
fu delineata sotto il diretto controllo di Padre Aguggiari e dell'architetto
Bernascone. Dopo la loro morte i lavori proseguirono almeno fino alla
fine del XVII secolo tra interventi correttivi, di rifinitura, di completamento
dell'opera.
Per il concorso di numerosi e valenti artisti il Sacro Monte di Varese
può essere considerato uno straordinario compendio dell'arte e
della cultura lombarda del XVII secolo.
Con la realizzazione di questa via sacra, la basilica di Santa Maria del
Monte, il borgo, il monastero divennero meglio raggiungibili grazie al
lungo e ampio viale acciottolato (2,2 Km) che impresse nuovo sviluppo
al pellegrinaggio ormai affrancato dal primitivo accesso a ponente, impervio
e insicuro.
Nel 1983 l'Amministrazione del Santuario (oggi Fondazione Paolo VI per
il Sacro Monte di Varese) grazie all'opera di promozione e cura del suo
Presidente Mons. Pasquale Macchi ha avviato il restauro globale del complesso
monumentale, volto a valorizzare il carattere sacro del luogo: i tantissimi
pellegrinaggi di questi anni e la sistematica salita lungo la via sacra
con la recita del Rosario che ogni sabato mattina e con qualsiasi tempo,
da allora, si svolge sono il segno eloquente della riuscita dell'operazione.
Nel 2003 il Sacro Monte di Varese, insieme agli altri Sacri Monti del
Piemonte e della Lombardia, è stato iscritto dall'Unesco nella
lista del "Patrimonio mondiale dell'umanità".
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